In Liceo

28 febbraio, tutti pronti alle ore 8:00 alla volta di Napoli, una città dai mille volti e ricca di tanti luoghi sconosciuti persino ai suoi cittadini: così i nostri studenti del III e IV liceo scientifico si sono lasciati trasportare nell’avventura propostagli dai prof di arte e scienze per scoprire due mondi che all’apparenza sembrano distanti, ma che in realtà non sono mai stati così vicini e intrecciati.
Viaggio in metro, tra gli schiamazzi e la frenesia del popolo napoletano; la nostra prima tappa ci stava già attendendo: Cappella Sansevero.
Il Cristo velato, opera di altissimo spessore artistico ha suscitato in tutti noi, una rinnovata e sempre viva passione per questo luogo che affascina e parla da sé: gli sguardi erano tutti puntati su quel marmo che trasmette il freddo di un corpo inerme e silenzioso di quel “povero Cristo” offerto per la salvezza dell’umanità.
È stato quasi difficile richiamare l’attenzione degli studenti dopo tanta bellezza, sulle altrettanto inestimabili opere presenti nella cappella, come il Disinganno, la Pudicizia, capolavori di tecnica e sperimentazione artistica, per non parlare delle incredibili e misteriose Macchine anatomiche.
Il tour è andato avanti con una immersione nel cuore pulsante di Napoli: piazza San Domenico Maggiore e San Gregorio Armeno facevano da sfondo al sapore inimitabile della famosa sfogliatella di Scaturchio e all’ineffabile profumo del Caffè.

 

Alle 12:00 i ragazzi erano pronti per la successiva tappa da esplorare: la facoltà di Medicina dell’Università Vanvitelli di Napoli. Questo ateneo conserva, presso l’istituto di anatomia e patologia, uno dei migliori musei anatomici e della Storia della medicina al mondo. L’entusiasmo dei ragazzi alla fine di questa tappa era alle stelle, perché mai si sarebbero aspettati di trovare in quelle stanze una realtà così concreta e a tratti anche sconcertante: resti umani, feti reali e riproduzioni di parti del corpo umano, enciclopedie mediche e atlanti scritti e dipinti a mano, che hanno fatto la storia di questa facoltà nei secoli.
Toccare con mano il lento progresso della scienza medica, il lavoro certosino di tanti esperti che hanno consentito alla medicina di giungere alle frontiere che oggi sanno già di fantascienza.
E così il Barocco, lo studio anatomico e l’arte che stimola la riflessione si intrecciano alle vene della meravigliosa macchina umana.
Dare spazio a queste emozioni è una “materia” che la nostra scuola, da sempre, coltiva con passione.

 

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